Maria, come la Luna

di Luigi Girlanda

Senza il satellite, la vita sulla Terra sarebbe una scommessa quasi impossibile, così senza la Madonna (e la Chiesa) la vita di fede diventerebbe difficile

Nel dicembre 1953, in occasione dell’apertura dell’anno mariano a un secolo dalla proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione, papa Pio XII si recò di persona a omaggiare la statua di Maria nei pressi di piazza di Spagna a Roma, dando inizio a una consuetudine proseguita dai sommi pontefici fino a oggi. Due anni dopo, esattamente il 17 gennaio 1956, papa Pacelli compose una preghiera, nel cui incipit la Madre di Dio viene paragonata alla luna: “O Vergine bella come la luna, delizia del cielo (…) fa’ che noi, tuoi figliuoli, ti assomigliamo e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza”.

Guardando lassù

Numerose sono le “coincidenze mariane” che, come è noto, hanno segnato la vita sacerdotale e spirituale di Pio XII. La sua consacrazione episcopale avvenne il 13 maggio del 1917, giorno d’inizio della straordinaria serie di apparizioni della Madonna a Fatima. Il legame di papa Pacelli con Fatima si farà ancora più intenso nel corso degli anni. Nel 1950, anno in cui proclamerà l’ultimo grande dogma mariano, quello dell’Assunzione in Cielo di Maria in anima e corpo, il miracolo del sole di Fatima si ripeté davanti ai suoi occhi. Il 30 ottobre, antivigilia del giorno della solenne definizione del dogma, verso le quattro del pomeriggio, mentre faceva la sua consueta passeggiata nei giardini vaticani, papa Pacelli alzò infatti gli occhi verso quel cielo in cui la Vergine Maria è stata assunta e assistette al miracolo del sole, in modo simile a quanto accadde a Fatima nell’ottobre 1917. Il Cielo, luogo dell’assunzione di Maria, il Sole simbolo di Cristo, la Luna come metafora della bellezza e dello splendore di Maria: da sempre la fede cattolica, sulla scorta di quanto fa anche la Bibbia, si serve di simboli astronomici per esprimere i misteri profondi della Verità rivelata. Più si progredisce nella conoscenza astronomica del cielo e più si possono approfondire anche i significati e il valore teologico di certe immagini che da sempre accompagnano la predicazione e l’arte cristiana. Prendiamo ad esempio la Luna e tutto ciò che oggi sappiamo su questa “compagna di viaggio” del nostro pianeta.

Una simbiosi fondamentale

Negli ultimi due anni, anche sulla scia dell’interesse suscitato dalla celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, molte riviste specializzate hanno pubblicato interessanti articoli, in cui è possibile scoprire quanto sia essenziale l’esistenza di questo satellite. In effetti, se da sempre si conosce l’importanza del Sole per la vita e la sopravvivenza del nostro pianeta, solo recentemente si è cominciata a sottolineare anche l’importanza della Luna per lo sviluppo e la continuazione della vita sulla Terra. Insieme sin da neonate – è quasi certo che la Luna si sia originata dal tremendo impatto con la Terra di un protopianeta della massa di Marte – la simbiosi fra il nostro pianeta e il suo satellite è stata e continua a essere di fondamentale importanza per la formazione e la proliferazione della vita. Cosa accadrebbe se, per assurdo, il nostro unico satellite sparisse all’improvviso? Ci ritroveremmo ad abitare un pianeta dalle condizioni davvero ostiche. La Luna è, per esempio, la principale responsabile dei movimenti di marea dei nostri oceani e dei nostri mari. “La sua attrazione gravitazionale – scrive Giulio Marciello – combinata con la forza centrifuga apparente della rotazione terrestre, genera dei veri e propri «rigonfiamenti» sulla faccia del nostro pianeta rivolta verso il satellite (…) abbastanza importanti da cambiare il livello del mare di svariati metri. Senza la nostra cara «eterna peregrina» questo fenomeno verrebbe ridotto portando alla conseguente estinzione di moltissime specie che dipendono dai reflussi marini e dalle correnti”, come ad esempio le barriere coralline. Non solo: senza la Luna e la sua attrazione, l’asse terrestre non potrebbe mantenere la sua inclinazione di circa 23° rispetto all’eclittica – il piano su cui si muove la Terra. Le conseguenze sarebbero catastrofiche: in primo luogo, non avremmo più l’alternarsi regolare delle stagioni – reso possibile proprio dall’inclinazione dell’asse terrestre – con cambi repentini del clima, conseguenti drammatiche tempeste e grandi estremi di freddo e di caldo. Inoltre, i poli cambierebbero di continuo la loro posizione e la Terra, anche se in qualche milione di anni, arriverebbe a inclinarsi fino a 90° portando i poli all’equatore. Senza la Luna, infine, non avremmo più alcun “orologio astrale naturale” e animali e piante risentirebbero pesantemente dell’assenza di raggi lunari che rischiarano le notti più oscure e scandiscono i cicli di accoppiamento di molti esseri viventi. “Le creature – scrive ancora Marciello – dovrebbero adattarsi alla nuova, profonda oscurità con mutamenti prima d’allora impensabili”. Questi sono solo alcuni degli effetti devastanti che possiamo ipotizzare qualora venissimo privati del nostro satellite. Non solo il Sole quindi è essenziale per la vita sulla Terra, ma anche la stessa Luna.

Riflesso del sole che è Cristo

Alla luce di queste riflessioni della scienza astronomica, ci sembra che possano acquistare un nuovo valore anche le similitudini che, fin dai tempi dei padri della Chiesa, sono state utilizzate per rendere più accessibili alla ragione umana i misteri di Cristo, di Maria e della stessa Chiesa. Già sant’Ambrogio, come è noto, paragonava la Chiesa alla Luna scrivendo: “La Chiesa rifulge non della propria luce, ma di quella di Cristo. Trae il proprio splendore dal Sole di giustizia, così che può dire: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me»” (Hexaemeron, IV, 8, 32). Tale similitudine, se applicata anche a Maria – figura e modello della Chiesa – e se vista alla luce di quanto sappiamo dall’astronomia, ci dice non solo che la Madre di Dio e la Chiesa risplendono della luce di Cristo, ma anche che sono essenziali alla vita di fede. La salvezza viene da Cristo e solo da lui, ma egli ha affidato alla Chiesa la pienezza dei mezzi della salvezza, ovvero i sacramenti, che sono quindi necessari alla salvezza. Certo, san Tommaso d’Aquino insegna che “Dio non ha vincolato la sua virtù ai sacramenti, in modo tale da non poterne produrre gli effetti anche senza di essi” (Sum. Th. III q. 64. A. 7c.), ma la Chiesa non conosce altra via sicura di salvezza se non quella della grazia sacramentale. Tornando alla similitudine astronomica, possiamo dire che, teoricamente, la vita sulla Terra sarebbe possibile anche senza la Luna, ma non sappiamo davvero come potrebbe essere. Allo stesso modo, seguendo san Tommaso e il magistero della Chiesa, possiamo dire che la salvezza sarebbe possibile anche senza i sacramenti (perché Dio può tutto e non è “legato e vincolato” a essi), ma davvero non possiamo immaginare in che modo e con quali difficoltà si realizzerebbe. Meglio invece ringraziare il buon Dio per averci donato la luna (ovvero Maria e la Chiesa) per rischiarare il nostro cielo. Luna che non brilla certo di luce propria, ma del riflesso del sole (Cristo) e che, oggi lo sappiamo con maggiori dettagli scientifici, rende più facile vivere la vita su questa Terra e, fuor di metafora, andare a quel cielo già abitato in anima e corpo dalla nostra Madre celeste. 

da Il Timone (settembre 2021)
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